Faces – il ritratto ambientato a Lucca

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La mostra principale del LuccaDigitalPhotoFest si chiama Faces ed è dedicata al ritratto ambientato nel XX secolo. Il termine ritratto ambientato è stato coniato negli anni cinquanta per descrivere le fotografie che Arnold Newman a scattato a celebrità come Marilyn Monroe, John F. Kennedy, Jackson Pollock e tanti altri. L’idea consiste nello sfruttare il contesto per meglio definire la personalità e il ruolo sociale del soggetto. Quindi particolare attenzione ai vestiti, ma soprattutto agli oggetti e all’ambientazione: salotto borghese, fucina operaia, pianoforte etc. Ma Newman non è stato il primo fautore di questo stile, anzi esso risale proprio agli albori della fotografia nell’ottocento, quando i nuovi ricchi borghesi volevano farsi ritrarre per affermare lo status sociale recentemente acquisito. Se agli inizi la fotografia di ritratto emulava i dipinti principeschi dell’aristocrazia, i nuovi borghesi spingono verso una descrizione più oggettiva anche se sempre enfatizzante (v. Gisele Freund, “Fotografia e Società” entro Natale recensito per The Zen of Balda).

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La mostra esplora numerosi approcci partendo con i ritratti pittorialisti di Steichen, passando per quelli mitizzanti di Curtis agli indiani d’america e quelli catalogatori ai tipi tedeschi di Sander, per sfiorare il ritratto sociale di Dorothea Lange, Paul Strand, e corteggiare il ritratto artistico e agli artisti di Ugo Mulas (wiki) e Andy Warhol, per arrivare alla street photography di Ed Van Der Elsken e i reportage urbani di Fink e Owens, terminando con recenti lavori dell’Est europeo.

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Per ogni fotografo sono state selezionate alcune fotografie rappresentative e l’autore è presentato con una concisa, ma efficace introduzione. Le sale sono accoglienti e le opere ben illuminate, il percorso è cronologico e permette di confrontare stili diversi ma contemporanei.
Perché andarci?
Un buon ritratto fotografico permette di entrare in contatto con l’essenza delle persone, anche se forse è un’essenza selezionata e rifinita dal fotografo. Un buon ritratto ambientato ci restituisce anche il senso di un’epoca, o meglio, di quella parte di società in cui il soggetto si colloca. E allora è come fare un viaggio nel tempo e nello spazio per penetrare in tanti contesti diversi. Se da un lato la mostra si muove cronologicamente dagli inizi del novecento agli inizi del duemila, i fotografi si muovono nello spazio fisico e sociale a loro contemporaneo, offrendoci una visione variegata del XX secolo. Oltre alla scelta del soggetto, i fotografi sfruttano stili differenti per trasportarci nell’esplorazione dell’altro. Visitare questa mostra diventa pertanto un’esperienza a più livelli.

P.S. di Ugo Mulas sono presentate due serie: una su Marcel Duchamp e l’altra su Lucio Fontana, sul quale è in corso una bella mostra al Palazzo Ducale di Genoa. Prossimamente recensione anche di questa.

Lista completa fotografi con link ad Amazon.co.uk:
Edward Steichen
August Sander
Edward Curtis
Ernest Joseph Bellocq
Paul Strand
Dorothea Lange
Arnold Newman
Ugo Mulas
Diane Arbus
Andy Warhol
Larry Clark
Malick Sidibé
Bill Owens
Ed Van Der Elsken
Jitka Hanzlova
Boris Mikhailov
Adam Broomberg & Olivier Chanarin

Dove e quando
Fondazione Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Lucca (link a Google Maps)
Dalle 10 alle 19 fino al 31 gennaio 2009.
Prezzo: 7 intero, 5 ridotto

Sivia Noferi – Hotel Reverie (fino al 29 gen 09)

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Reverie – sogno, fantasticheria.
“Di quale altra libertà psicologica godiamo oltre a quella di fantasticare? Psicologicamente parlando, è proprio nelle rêveries che siamo degli esseri liberi” scrive Gaston Bachelard nel suo La poetica della rêverie (1960)

Un albergo da ristrutturare, stanze da sventrare e poi rinnovare, un passato che scompare, un futuro in embrione ancora da definire. Personaggi, catapultati dai loro sogni in questi spazi sospesi, recitano un copione a noi ignoto. Ne percepiamo la tensione, ma anche il distacco dal quotidiano, forse ci svelano una realtà più intima e nascosta.
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Forse un po’ troppo estetiche (?), le foto in esposizione si lasciano leggere solo se abbiamo la pazienza di osservarle a lungo e la volontà di scrollarci di dosso i pregiudizi che ci accompagnano. Ma poi veniamo premiati. Le foto di Silvia Noferi lentamente ci trascinano in queste piccole situazioni sospese e lì rimaniamo intrappolati, finché non sopraggiunge il risveglio…

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Segue il comunicato stampa ufficiale:

INAUGURAZIONE MOSTRA PERSONALE DI SILVIA NOFERI
Hôtel Rêverie
a cura di Valeria De Simoni
4 dicembre 2008 – 31 gennaio 2009
Inaugurazione: giovedì 4 dicembre 2008, ore 18 – 21
Il 4 dicembre 2008 inaugura alla galleria DAC la mostra Hôtel  Rêverie, prima personale genovese di Silvia Noferi (Firenze, 1977). La giovane fotografa presenta una serie inedita di scatti ispirata al saggio di Gaston Bachelard intitolato La poetica della rêverie (1960 Presses Universitaires de France). Il termine francese rêverie viene generalmente tradotto in italiano con le parole fantasticheria, sogno. Per il filosofo francese la rêverie rappresenta quel fenomeno della veglia in cui l’Io fugge dal reale vagando libero da qualsiasi influenza contingente. “Di quale altra libertà psicologica godiamo oltre a quella di fantasticare? Psicologicamente parlando, è proprio nelle rêveries che siamo degli esseri liberi” scrive l’autore. Distensioni psichiche, immaginazioni fantastiche, “le folli rêveries guidano la vita”. Stanze vuote, pareti scrostate, stucchi dorati, pavimenti dissestati, marmi colorati, tappezzerie scollate. Per questo nuovo ciclo di opere l’artista ha scelto come location un albergo di Firenze in fase di ristrutturazione. Si tratta di spazi sventrati, polverosi, che in parte mostrano ancora la raffinatezza dei vecchi arredi, la suggestione degli ambienti, il ricordo del tempo trascorso. I modelli di Silvia Noferi posano di fronte alla sua Rolleiflex intenti a compiere gesti di varia natura oppure fissi nella più totale immobilità. La composizione scenica è essenziale e rigorosa,  tuttavia incerta e ambigua. La prospettiva intimista. L’atmosfera è  quasi metafisica, lontana dalle circostanze del presente. Pochi gli indizi narrativi: antefatti, sviluppi e dettagli non vengono svelati. I soggetti ritratti, come fossero una nostra illusione, o meglio, una proiezione dell’artista, sembrano indugiare come personaggi in cerca d’autore su di un palcoscenico in allestimento.
In mostra verranno presentate opere fotografiche singole di medio formato, dittici e trittici.
Silvia Noferi è nata a Firenze nel 1977. Vive e lavora a Scandicci (FI).
Principali mostre collettive: 2008: Fotografia Festival Internazionale, Spazio EX GIL, Roma; Cina, Cina, Cina!, Spazio Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze. 2007: Kaunas Photo Festival, Lithuania; Sguardi toscani, Fine Arts Cove Gallery, Firenze; Desire, un progetto di Kris Van Assche, in occasione di Pitti Immagine Uomo 71, Fondazione Pitti Discovery, Firenze. 2005, Fotoesordio, premio del concorso Interfacce, GAM, Roma.
Talent prize 2008, menzione speciale della giuria
Le citazione nel testo sono tratte da G. Bachelard, La poetica della rêverie, Edizioni Dedalo, Bari, 2008
DAC – De Simoni Arte Contemporanea
piazzetta Barisone 2r (angolo via delle Grazie)
16128 Genova
tel. +39 010 859 2283

Lucca Digital Photo Fest 2008

Sabato scorso sono stato a Lucca per vedere le mostre allestite per il Lucca Digital Photo Fest edizione 2008 (attenzione perdura solo fino al 8 dicembre!). Sono tre anni che seguo questo evento e non ne rimango mai deluso. Oltre alle mostre, vengono organizzati workshop fotografici e anche un concorso. Quest’anno c’era in concomitanza la mostra Faces (fino al 31 gennaio 2009) di cui vi parlerò in un prossimo post. Vedere tante mostre fotografiche nella stessa giornata, se da un lato può essere un po’ estraniante (e comunque non sono mai riuscito a vederle tutte prima di sentirmi sopraffatto dalle foto), dall’altro permette di stabilire immediatamente connessione, confronti e riflessioni sui diversi modi d’intendere e fare fotografia. Ma veniamo subito alle mie impressioni….

Mi sono piaciute:

  • Alex Webb (link alla mostra). Fotografo della prestigiosa associazione Magnum, esegue reportage sociali da paesi tropicali, principalmente Cuba, Haiti e Florida. Sapiente uso del colore e composizione molto raffinata. Grandi stampe da apprezzare esplorandone tutti i dettagli. La mia mostra preferita. I suoi libri su Amazon.co.uk
  • Enzo Cei. Saggio fotografico sul tema dei trapianti: la donazione, l’attesa, l’operazione e la riabilitazione. Foto in bianco e nero di una sensibilità e delicatezza rare. Commoventi. Splendidi i ritratti dei chirurghi e infermieri durante le operazioni. Qui ho letto che ha pubblicato otto libri. Chi riesce a trovarli è pregato di comunicarlo, grazie.
  • Massimo Vitali (link alla mostra). Non lo conoscevo prima, mea culpa! Landscape with Figures è una grandiosa (anche in termini letterali) esplorazione del rapporto individuo-massa e della simultaneità dei presenti individuali. Il lavoro fotografico si articola attraverso enormi stampe dettagliatissime di paesaggi con figure umane: dalle spiagge alle piazze, dalle piste da sci alle piscine. Stampe tecnicamente sublimi, da osservare molto attentamente nei dettagli per poi apprezzarne meglio la visione d’insieme. Alcuni suoi libri su Amazon.co.uk
  • Andrew Zuckerman (link alla mostra).  Zuckerman ha portato in studio e fotografato molti animali: dal leone all’orso, dal pappagallo alla rana, dal cane alla lucertola. I soggetti sono illuminati così bene che si disinguono tutti i dettagli del pelo, la trama colorata delle piume, i disegni decorativi. Anche se isolati dal loro contesto, gli animali ci guardano (anche e soprattutto la Rana Cornuta Argentina) intensamente comunicando la selvaticità e la diversità. Forse, ancor più che nelle fotografie naturalistiche che li ritraggono nell’ambiente naturale, riusciamo a metterci allo stesso piano degli animali per comprenderne più profondamente la loro unicità. Alcuni suoi libri su Amazon.co.uk.
  • Mario Lasalandra. Poetico e sognante. Fotografia come metafora e racconto. Intenso bianco e nero dai toni un po’ cupi, ma vitali ed eterni. L’allestimento dentro il Baluardo San Regolo ben si addice alle atmosfere sospese delle fotografie.
  • Tim Hetherington (link alla mostra). Afghanistan, Valle di Korengal. E’ il luogo dove si concentra la maggior parte dei combattimenti nel paese. I soldati americani cercano di difendere i loro avamposti e di guadagnare un po’ di terreno, ma gli insorgenti sono tenaci e scatenano frequenti attacchi contro le basi. Tim ha seguito e fotografato il 2° Battaglione Aviotrasportato, trasportandoci in questo pezzetto di terra per conoscere da vicino la realtà che sta dietro le statistiche di guerra. Le foto non spettacolarizzano i combattimenti e neppure eroicizzano i soldati e non si concentrano sulle atrocità, ma sulla grande difficoltà di affrontare una tale situazione. Long Story Bit by Bit: Liberia 2003-2007: altra guerra, stesso fotografo.
  • World Press Photo ’08 (link alla mostra). Triste, commovente, ma sempre importantissimo. E’ il premio fotografico più ambito dai fotoreporter. Indetto ogni anno, c’è un vincitore assoluto e premiati per ogni categoria. Anche natura, scienza, arti e spettacolo e sport.

Non mi sono piaciute:

  • Matteo Basilé. Troppo artefatto, colpisce solo per l’effetto grafico. Stampe davvero enormi, lucidissime, illuminate pessimante.
  • Mario Daniele. Indaga il confine tra terra e mare, punteggiato dalla presenza umana. Stampe un po’ slavate che cercano di emulare l’acquarello…senza riuscirci. Peccato, poteva essere un lavoro molto migliore.
  • Diego D’Alessandro – Mario Porta. Boh?! Non è la prima volta che rimango totalmente indifferente davanti ad opere di videoarte concettuale. Ho provato a concentrarmi e lasciarmi trasportare, ma non è successo niente.
  • Mario Cravo Neto. Scultore e fotografo. Rende molto bene la materia ed i volumi, ma i soggetti sono poco interessanti.

Non ho visto:

  • Fotogrammi
  • AES+F
  • Territoires des fiction
  • Stefano De Luigi
  • Paolo Pellegrin