IL NASO NEL THE

Osservo nel the rosso
le imperfezioni
del mio grosso naso:
non è poi così
grande come sembra,
una propaggine
ossea e cartilaginea
sulla levigatezza
del volto indiano
si riconosce
nel suo spuntar
così deciso,
prorompente direi.
Un sorso
e tutto s’agita
ma esso non scompare
rimane li
immobile.
Gli evidenti rotondi pori
compongono un disegno
carnevalesco, spiritoso.
Certe volte
si muove incontrollato
a destra a sinistra
si piega si contorce
cerca forse di scappare
dalla sua sede perenne
certe altre invece
si rifiuta di collaborare
si chiude e non vuole
respirare
niente lo smuove
e quasi quasi
io soffoco la notte
tra le coperte polverose.
Un altri sorso
e distinguo i sedimenti
in fondo alla tazza
sono forse gli escrementi
caduti diretti dalle ampie narici?
Mamma mia, no!
Provo assaggio
ahh sono sicuro
le creazioni biologiche
sono rimaste a posto
solleticando dall’interno
aspetto un violento starnuto
che se non arriva
m’offendo
Stuzzico i peli
che timidi s’affacciano
dall’alto verso il basso
per avere uno sguardo
sul mondo che vivo
niente di speciale
ma due sadiche dita
li strappano via
stupide!
Lacrimano ora i miei
lucidi occhi
scorrono
gocce salate
rugano il volto
e cadono giù nel the.
L’ultimo sorso
e tutto finisce
il naso scompare
torna la quiete
e poso la penna.

(Luca Baldassarre, 1997-98)

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