Berlusconi colpito al volto

Riporto le parole scritte da Peter Gomez e Marco Travaglio sul blog de “Il Fatto Quotidiano”, ben spiegano quello che penso in questo momento.

“Deve essere chiaro che chi ha colpito questa sera al volto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi non è uno stupido, ma un delinquente. Il nostro pensiero sul Cavaliere è noto: crediamo che sia il peggior premier della storia repubblicana. Riteniamo che sia il perfetto campione di una classe dirigente nel suo complesso mediocre che non rappresenta il Paese e che il Paese non merita. Caste di questo tipo non si abbattono però con la violenza, ma con la forza dei fatti e delle idee. L’Italia ha bisogno di verità, di giustizia, di legalità, non di pugni in faccia o di insulti. Per questo è nato il nostro giornale, per questo è nato questo blog. Quindi ci auguriamo che il solitario protagonista dell’aggressione a Berlusconi venga punito con assoluta severità. Da parte nostra, invece, assicuriamo che andremo avanti come sempre: analizzando le cose, ragionando e (quando è il caso) protestando.

Post scriptum

Mentre scriviamo, giunge notizia che l’aggressore sarebbe in cura da 10 anni per malattie mentali al Policlinico di Milano. Fermo restando quello che abbiamo detto fin qui chi già cercava improbabili mandanti morali o si preparava a lanciare l’allarme terrorismo farebbe bene a darsi una calmata anche lui.”

Peter Gomez e Marco Travaglio

Cerimonia Aborigena a Londra

Ieri, mentre mi dirigevo all’UCL, ho notato un gruppetto di persone radunate nel piccolo parco Gordon Gardens. Non resisto alla curiosita’ e mi avvicino. Una ventina di persone in semicerchio attorno ad un anziano aborigeno in costume tradizionale (cioe’ quasi completamente nudo e la pelle decorata con disegni geometrici).  Una piccola cassetta e’ nascosta dalla bandiera aborigena. Chiedo a due ragazze cosa succede. E’ appena finita una cerimonia per onorare i resti di aborigeni che sono stati restituiti all’Australia. Questi resti erano stati presi durante il novecento da diverse spedizioni geografiche e ce ne sono ancora molti, forse addirittura 600, in molte collezioni pubbliche e private. Ho sentito parte dell’intervista e mi ha colpito molto l’importanza che gli aborigini danno al rapporto tra il corpo, l’anima e il territorio. Un legame con il territorio che sento (forse sbagliandomi) molto assente a Londra. Un breve video lo trovate QUI.

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Non fu per cause naturali che mori’ l’uomo durante le manifestazioni per il G20 di Londra

Su La Repubblica le testimonianze raccolte dall‘Observer sulla morte di Ian Tomlinson durante le manifestazioni per il G20 di Londra. La polizia affermo’ che l’uomo mori’ di cause naturali, ma sembra che gli eventi si siano svolti in ben altro modo, con poliziotti in tenuta antisommossa che manganellano e spintonano Ian fino a fargli sbattere fortemente la testa sull’asfalto. Ora e’ in corso un’indagine indipendente sull’accaduto, speriamo che non sia una farsa come il processo contro i poliziotti violenti e torturatori del G8 di Genova.