Mostra – Annette Messager: The Messengers

Annette Messager: The Messengers

Appunti per una recensione….

La mostra The Messengers di Annette Messager al Southbank Centre di Londra e’ un’ampia retrospettiva su quattro decadi di lavoro di una delle artiste europee piu’ interessanti.

All’entrata siamo accolti da un’inquietante Chimera, un animale fantastico composto prendendo pezzi da diversi animali. Questo e’ un grande pipistrello i cui occhi sono due foto di seni femminili e le fauci una foto distorta di una bocca maschile sporca di sangue, mentre le ali sono dei pannelli dipinti di nero. Sembra una creatura uscita da un incubo, un fumetto ed un giocattolo assieme. In effetti racchiude in se molte tematiche care a Messager: il corpo e le sue parti, il sogno e la fantasia, il giocattolo e la sua controparte spaventosa, come se nei giochi dei bambini fosse gia’ racchiusa parte del loro destino.

Le prime opere in ordine cronologico affrontano la condizione delle donne e il problema dell’identita’: i ritratti di Annette come se fossero disegnati o fotografati da altri, le firme e le case. Cosa ci identifica e cosa ci modella?  Messager sfrutta i cliche’ per rivelare i sogni comuni, i desideri che non sono nostri, ma ci sono stati indotti e in cui noi ormai ci identifichiamo. Dove si pone la linea di demarcazione fra la nostra vera’ identita’ (se mai esiste) e quella che ci e’ stata consegnata preconfezionata?

La ricerca sull’identita’ si focalizza sull’analisi del corpo umano tramite grandi fotografie di arti,  su cui l’artista disegna arabeschi e decorazioni simil-orientali, quasi a ricordare i trofei di caccia. Ma ci sono anche grandi organi che si gonfiano e sgonfiano ritmicamente.
Non siamo un corpo unico, omogeneo, indivisibile, ma siamo composti da molti pezzi, ognuno con la sua indipendenza e forma.

L’arte di Messager fa a pezzi per dividere, scomporre, analizzare e poi ricostruire, ri-assemblare in nuove forme, in nuovi significati. Anche la fotografia viene utilizzata per catturare dettagli da utilizare in opere composte, come se un punto di vista unico non possa svelare la complessita’ delle relazioni fisiche.

Messager viviseziona ed esibisce gli elementi che costituiscono i nostri incubi ed i nostri sogni, e li mescola, come una strega che mesce pozioni magiche.

L’artista opera questo sezionamento anche con il linguaggio, isolando e ripetendo sui muri o sulle opere stesse, parole, frammenti di frasi che acquistano significato in relazione agli altri elementi.

Metonimia, Messanger seziona per arrivare agli elementi fondamentali che racchiudono l’essenza del tutto.

Il tema del corpo umano sfocia in quello animale. La caccia come sport crudele e l’allevamento come crudele generazione di nutrimento, con riferimento particolare all’epidemia di mucca pazza: una stanza piena di animali di pezza. Alcuni sono appesi e si muovono ritmicamente, controllati da motori che tirano, avvolgono o strattonato i fili che li collegano agli animali. Altri sono per terra, uno in particolare viene trascinato lungo il perimetro dell’installazione. Alcuni animali hanno gli arti smembrati, altri sono composti di pezzi di animali diversi, altre chimere. L’opera fa pensare alla meccanizzazione dell’allevamento e della macellazione che prepara pacchetti preconfezionati di carne da cucinare. E’ potente l’immagine del corpo animale inerte, che viene maneggiato da forze esterne.

Un’altra installazione è composta da tanti animali impagliati sospesi sopra degli specchi e la cui testa è sostituita con quella di animali di pezza. L’incongruenza tra l’animale vero, ma morto, e quello di pezza è molto forte, ma ancor più potente è il fatto che meglio cerchiamo di osservare, spostandoci, c’è sempre la nostra immagine riflessa negli specchi a sovrapporsi con quella animale.

Una stanza è dedicata ad una parte dell’installazione che Messager ha presentato alla Biennale di Venezia di qualche anno fa. Si chiama Casinò e si ispira alla storia di Pinocchio. Grandi onde di seta rossa oscillano, si gonfiano e sgonfiano, movimentate da una grande flusso d’aria. Svelano per poi affondare nuovamente tesori nascosti: giocattoli luminosi e parti del corpo gonfie e sproporzionate. Sembra di osservare l’interno del ventre della Balena, che ha ingoiato tanti oggetti diversi, tante reliquie del mondo esterno.

Le opere esposte sono costruite con tanti materiali diversi e Annette sfrutta la matericità per dare fisicità alle opere, non vuole che esse rimangano concetti astratti, ma vuole farle sentire e, nonostante non si possa toccare niente, sembra di toccarle.

E’ una mostra che consiglio vivamente a tutti di vedere, perchè offre la possibilità di entrare in contatto con un modo diverso di far arte e con tematiche molto forti. E’ una mostra che diverte, stupisce, commuove e fa riflettere. Non si può chiedere di più.

Raccolta di links:

Annette Messager on Amazon.co.uk

Annette Messager: The Messenger at the Hayward Gallery, London

Intervista sul Journal of Contemporary Art

My Vows

The Pykes

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