Sivia Noferi – Hotel Reverie (fino al 29 gen 09)

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Reverie – sogno, fantasticheria.
“Di quale altra libertà psicologica godiamo oltre a quella di fantasticare? Psicologicamente parlando, è proprio nelle rêveries che siamo degli esseri liberi” scrive Gaston Bachelard nel suo La poetica della rêverie (1960)

Un albergo da ristrutturare, stanze da sventrare e poi rinnovare, un passato che scompare, un futuro in embrione ancora da definire. Personaggi, catapultati dai loro sogni in questi spazi sospesi, recitano un copione a noi ignoto. Ne percepiamo la tensione, ma anche il distacco dal quotidiano, forse ci svelano una realtà più intima e nascosta.
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Forse un po’ troppo estetiche (?), le foto in esposizione si lasciano leggere solo se abbiamo la pazienza di osservarle a lungo e la volontà di scrollarci di dosso i pregiudizi che ci accompagnano. Ma poi veniamo premiati. Le foto di Silvia Noferi lentamente ci trascinano in queste piccole situazioni sospese e lì rimaniamo intrappolati, finché non sopraggiunge il risveglio…

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Segue il comunicato stampa ufficiale:

INAUGURAZIONE MOSTRA PERSONALE DI SILVIA NOFERI
Hôtel Rêverie
a cura di Valeria De Simoni
4 dicembre 2008 – 31 gennaio 2009
Inaugurazione: giovedì 4 dicembre 2008, ore 18 – 21
Il 4 dicembre 2008 inaugura alla galleria DAC la mostra Hôtel  Rêverie, prima personale genovese di Silvia Noferi (Firenze, 1977). La giovane fotografa presenta una serie inedita di scatti ispirata al saggio di Gaston Bachelard intitolato La poetica della rêverie (1960 Presses Universitaires de France). Il termine francese rêverie viene generalmente tradotto in italiano con le parole fantasticheria, sogno. Per il filosofo francese la rêverie rappresenta quel fenomeno della veglia in cui l’Io fugge dal reale vagando libero da qualsiasi influenza contingente. “Di quale altra libertà psicologica godiamo oltre a quella di fantasticare? Psicologicamente parlando, è proprio nelle rêveries che siamo degli esseri liberi” scrive l’autore. Distensioni psichiche, immaginazioni fantastiche, “le folli rêveries guidano la vita”. Stanze vuote, pareti scrostate, stucchi dorati, pavimenti dissestati, marmi colorati, tappezzerie scollate. Per questo nuovo ciclo di opere l’artista ha scelto come location un albergo di Firenze in fase di ristrutturazione. Si tratta di spazi sventrati, polverosi, che in parte mostrano ancora la raffinatezza dei vecchi arredi, la suggestione degli ambienti, il ricordo del tempo trascorso. I modelli di Silvia Noferi posano di fronte alla sua Rolleiflex intenti a compiere gesti di varia natura oppure fissi nella più totale immobilità. La composizione scenica è essenziale e rigorosa,  tuttavia incerta e ambigua. La prospettiva intimista. L’atmosfera è  quasi metafisica, lontana dalle circostanze del presente. Pochi gli indizi narrativi: antefatti, sviluppi e dettagli non vengono svelati. I soggetti ritratti, come fossero una nostra illusione, o meglio, una proiezione dell’artista, sembrano indugiare come personaggi in cerca d’autore su di un palcoscenico in allestimento.
In mostra verranno presentate opere fotografiche singole di medio formato, dittici e trittici.
Silvia Noferi è nata a Firenze nel 1977. Vive e lavora a Scandicci (FI).
Principali mostre collettive: 2008: Fotografia Festival Internazionale, Spazio EX GIL, Roma; Cina, Cina, Cina!, Spazio Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze. 2007: Kaunas Photo Festival, Lithuania; Sguardi toscani, Fine Arts Cove Gallery, Firenze; Desire, un progetto di Kris Van Assche, in occasione di Pitti Immagine Uomo 71, Fondazione Pitti Discovery, Firenze. 2005, Fotoesordio, premio del concorso Interfacce, GAM, Roma.
Talent prize 2008, menzione speciale della giuria
Le citazione nel testo sono tratte da G. Bachelard, La poetica della rêverie, Edizioni Dedalo, Bari, 2008
DAC – De Simoni Arte Contemporanea
piazzetta Barisone 2r (angolo via delle Grazie)
16128 Genova
tel. +39 010 859 2283

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