Lucca Digital Photo Fest 2008

Sabato scorso sono stato a Lucca per vedere le mostre allestite per il Lucca Digital Photo Fest edizione 2008 (attenzione perdura solo fino al 8 dicembre!). Sono tre anni che seguo questo evento e non ne rimango mai deluso. Oltre alle mostre, vengono organizzati workshop fotografici e anche un concorso. Quest’anno c’era in concomitanza la mostra Faces (fino al 31 gennaio 2009) di cui vi parlerò in un prossimo post. Vedere tante mostre fotografiche nella stessa giornata, se da un lato può essere un po’ estraniante (e comunque non sono mai riuscito a vederle tutte prima di sentirmi sopraffatto dalle foto), dall’altro permette di stabilire immediatamente connessione, confronti e riflessioni sui diversi modi d’intendere e fare fotografia. Ma veniamo subito alle mie impressioni….

Mi sono piaciute:

  • Alex Webb (link alla mostra). Fotografo della prestigiosa associazione Magnum, esegue reportage sociali da paesi tropicali, principalmente Cuba, Haiti e Florida. Sapiente uso del colore e composizione molto raffinata. Grandi stampe da apprezzare esplorandone tutti i dettagli. La mia mostra preferita. I suoi libri su Amazon.co.uk
  • Enzo Cei. Saggio fotografico sul tema dei trapianti: la donazione, l’attesa, l’operazione e la riabilitazione. Foto in bianco e nero di una sensibilità e delicatezza rare. Commoventi. Splendidi i ritratti dei chirurghi e infermieri durante le operazioni. Qui ho letto che ha pubblicato otto libri. Chi riesce a trovarli è pregato di comunicarlo, grazie.
  • Massimo Vitali (link alla mostra). Non lo conoscevo prima, mea culpa! Landscape with Figures è una grandiosa (anche in termini letterali) esplorazione del rapporto individuo-massa e della simultaneità dei presenti individuali. Il lavoro fotografico si articola attraverso enormi stampe dettagliatissime di paesaggi con figure umane: dalle spiagge alle piazze, dalle piste da sci alle piscine. Stampe tecnicamente sublimi, da osservare molto attentamente nei dettagli per poi apprezzarne meglio la visione d’insieme. Alcuni suoi libri su Amazon.co.uk
  • Andrew Zuckerman (link alla mostra).  Zuckerman ha portato in studio e fotografato molti animali: dal leone all’orso, dal pappagallo alla rana, dal cane alla lucertola. I soggetti sono illuminati così bene che si disinguono tutti i dettagli del pelo, la trama colorata delle piume, i disegni decorativi. Anche se isolati dal loro contesto, gli animali ci guardano (anche e soprattutto la Rana Cornuta Argentina) intensamente comunicando la selvaticità e la diversità. Forse, ancor più che nelle fotografie naturalistiche che li ritraggono nell’ambiente naturale, riusciamo a metterci allo stesso piano degli animali per comprenderne più profondamente la loro unicità. Alcuni suoi libri su Amazon.co.uk.
  • Mario Lasalandra. Poetico e sognante. Fotografia come metafora e racconto. Intenso bianco e nero dai toni un po’ cupi, ma vitali ed eterni. L’allestimento dentro il Baluardo San Regolo ben si addice alle atmosfere sospese delle fotografie.
  • Tim Hetherington (link alla mostra). Afghanistan, Valle di Korengal. E’ il luogo dove si concentra la maggior parte dei combattimenti nel paese. I soldati americani cercano di difendere i loro avamposti e di guadagnare un po’ di terreno, ma gli insorgenti sono tenaci e scatenano frequenti attacchi contro le basi. Tim ha seguito e fotografato il 2° Battaglione Aviotrasportato, trasportandoci in questo pezzetto di terra per conoscere da vicino la realtà che sta dietro le statistiche di guerra. Le foto non spettacolarizzano i combattimenti e neppure eroicizzano i soldati e non si concentrano sulle atrocità, ma sulla grande difficoltà di affrontare una tale situazione. Long Story Bit by Bit: Liberia 2003-2007: altra guerra, stesso fotografo.
  • World Press Photo ’08 (link alla mostra). Triste, commovente, ma sempre importantissimo. E’ il premio fotografico più ambito dai fotoreporter. Indetto ogni anno, c’è un vincitore assoluto e premiati per ogni categoria. Anche natura, scienza, arti e spettacolo e sport.

Non mi sono piaciute:

  • Matteo Basilé. Troppo artefatto, colpisce solo per l’effetto grafico. Stampe davvero enormi, lucidissime, illuminate pessimante.
  • Mario Daniele. Indaga il confine tra terra e mare, punteggiato dalla presenza umana. Stampe un po’ slavate che cercano di emulare l’acquarello…senza riuscirci. Peccato, poteva essere un lavoro molto migliore.
  • Diego D’Alessandro – Mario Porta. Boh?! Non è la prima volta che rimango totalmente indifferente davanti ad opere di videoarte concettuale. Ho provato a concentrarmi e lasciarmi trasportare, ma non è successo niente.
  • Mario Cravo Neto. Scultore e fotografo. Rende molto bene la materia ed i volumi, ma i soggetti sono poco interessanti.

Non ho visto:

  • Fotogrammi
  • AES+F
  • Territoires des fiction
  • Stefano De Luigi
  • Paolo Pellegrin

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