Svegliarsi in montagna

Il bello di dormire in un bivacco o in tenda in montagna è che quando ti alzi (ovviamente all’alba) sei subito immerso nella natura. Non c’è l’intermediazione del rifugio o dell’albergo, che ti ripropongono le abitudini della civiltà.

Esci e sei lì, fra le pietre, l’erba, le alte vette, il vento fresco che scioglie gli ultimi sogni ed un lago che lentamente si trasforma in uno specchio mentre il sole illumina – prima in alto e poi scendendo – la conca rocciosa che lo racchiude.

Esci dal sogno per entrarne in uno più dettagliato, più intenso, più puro perchè è lì nonostante te, sembra che sveli la sua bellezza non per te, osservatore, bensì per una sua inerente forza estetica. Sei insignificante, e sentirti tale, ti fa percepire ancora più profondamente la grandissima perfezione dell’ambiente che ti circonda, dove ogni disposizione di cose è essenziale, potrà essere lì per una cascata di eventi quasi casuali, governati da leggi fisiche però, non da intenzioni umane.

Ed era così ancora prima che tu nascessi e, forse, lo sarà ancora per molti anni a venire, addirittura secoli, se smettiamo d’interferire così pensantemente nell’ecologia globale.

Ecco, questi sono i pensieri che mi travolgono quando mi sveglio in montagna e scendo verso il ruscello per prendere l’acqua fresca, che servirà per un te bello caldo…

Lago di Fremamorta, vicino al Bivacco Guiglia, Alpi Marittime, Terme di Valdieri

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